OBBLIGHI DI TRASPARENZA DELLA PA

Tra i capisaldi della prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione, assume particolare rilevanza il tema della trasparenza, disciplinato dal Dlgs. n.33/2013, decreto attuativo della legge anticorruzione (Legge n.190/2012).

Il testo, rubricato Testo unico in materia di trasparenza, è stato introdotto dal legislatore, ritenendolo uno strumento indispensabile per esercitare un controllo attivo dei cittadini sull’attività della Pubblica Amministrazione.

La trasparenza dell’attività amministrativa, costituisce livello essenziale delle prestazioni concernenti i diritti sociali e civili, indicati costituzionalmente all’articolo 117, secondo comma, lettera m).

Le tappe di quest’importante strumento partono dalla trasformazione dell’attività amministrativa, operata dal Testo unico sul procedimento amministrativo Legge n.241/1990.

Con questa riforma è stato consentito al cittadino l’accesso documentale e la partecipazione alla procedimentalizzazione degli atti, fino a quel momento contraddistinta dall’assoluta segretezza.

Ulteriori passo in avanti in questo senso è stato poi compiuto dal Dlgs. n.150/2009 ed infine dal Dlgs. n.33/2013, che all’articolo 1, indica il principio generale di trasparenza: “intesa come accessibilità totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”.

La trasparenza ha un duplice contenuto:

  • attivo, quale diritto di chiunque di accedere ai dati, documenti e informazioni oggetto di pubblicazione obbligatoria sui siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni;
  • passivo, quale diritto di chiunque di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni.

Questa legge introduce nell’ordinamento nazionale due strumenti di trasparenza.

  1. Pubblicazione obbligatoria di documenti, informazioni e atti (articoli 8 e 9), la trasparenza dell’attività amministrativa è assicurata mediante la pubblicazione, nell’area Amministrazione Trasparente della home page dei siti web istituzionali delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, Dlgs. 165/2001, delle informazioni relative ai procedimenti amministrativi.

La pubblicazione deve avvenire secondo criteri di facile accessibilità, completezza e semplicità di consultazione, nel rispetto delle disposizioni in materia di segreto di Stato, di segreto d’ufficio e di protezione dei dati personali.

La pubblicazione deve avvenire per un periodo di cinque anni e comunque fino a che gli atti pubblicati producono i loro effetti, alla scadenza del termine: i documenti restano comunque disponibili in sezioni di archivio.

Gli obblighi di pubblicazione delle informazioni riguarda l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni (articoli 13 – 28), le prestazioni offerte e i servizi erogati (articoli 32 – 36) e le disposizioni che riguardano settori speciali (articoli 37 – 42).

Ogni amministrazione pubblica rende noto, sul proprio sito web istituzionale, almeno un indirizzo di posta elettronica certificata attraverso il quale è possibile trasmettere istanze ai sensi dell’articolo 38, Dpr. n. 445/2000, e ricevere informazioni circa i provvedimenti e i procedimenti amministrativi che lo riguardano.

La mancata o incompleta pubblicazione, delle informazioni costituisce violazione degli standard qualitativi ed economici ed è comunque sottoposta alla valutazione dirigenziale, rispetto al raggiungimento degli obiettivi, ai sensi dell’art. 21, Dlgs. n.165/2001 e successive modificazioni.

In particolare nell’ambito dei procedimenti relativi alla scelta del contraente, in materia di appalti pubblici per lavori, servizi e acquisti di beni e forniture, le stazioni appaltanti sono tenute a pubblicare nei propri siti web istituzionali, relativamente ad ogni aggiudicazione i dati del bando, l’importo e il soggetto che si aggiudica l’appalto.

Entro il 31 gennaio, le informazioni relative all’anno precedente, devono essere pubblicate in tabelle riassuntive rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto, che consenta l’analisi e la rielaborazione anche a fini statistici.

Le amministrazioni, sono tenute a trasmettere in formato digitale queste informazioni, all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che le pubblica nel proprio sito web.

Entro il 30 aprile, l’Autorità per la vigilanza, trasmette alla Corte dei Conti, l’elenco delle amministrazioni che hanno omesso di trasmettere e pubblicare, in tutto o in parte, le informazioni di cui sopra

2, Accesso a dati e documenti da parte dei cittadini, per ampliare facoltà già disciplinata dal Testo unico sull’attività amministrativa (articolo 22, Legge n.241/1990), poiché in queste tipologie d’accesso non necessita alcuna motivazione. In particolare l’articolo 5, Dlgs. n.33/2013, prevede:

  • comma 1, accesso civico ordinario, quale possibilità d’accedere a dati, documenti e informazioni, la cui pubblicazione è obbligatoria nell’Area Amministrazione Trasparente;
  • comma 2, accesso civico generalizzato, c.d. FOIA (Freedom of Information Act), consente d’accedere a tutti i dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria.

L’articolo 5-bis, Dlgs. n.33/2013, indica quali sono le esclusioni e le limitazioni al diritto d’accesso:

  • comma 1, rispetto al pregiudizio concreto ad una serie d’interessi pubblici preminenti (sicurezza pubblica e ordine pubblico, sicurezza nazionale e difesa, relazioni internazionali, politica, stabilità finanziaria ed economica dello Stato, conduzione d’indagini sui reati e regolare svolgimento delle attività ispettive);
  • comma 2, rispetto al pregiudizio concreto ad una serie d’interessi privati (protezione dei dati personali, libertà e segretezza della corrispondenza, interessi economici e commerciali);
  • comma 3, rispetto ai casi di segreto di Stato o delle fattispecie previste dall’articolo 24 Legge n.241/1990.

L’adeguamento alla normativa sulla trasparenza e l’integrità, prevede la sua integrazione nel piano triennale della corruzione, che deve indicare le modalità d’attuazione degli obblighi e gli obiettivi collegati con il piano della performance.

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