FRONTE COMUNE

Lo racconto da tempo nelle mie attività formative, su questo blog, sui social, le istituzioni pubbliche sembrano non rendersi conto del pericolo che l’Italia sta correndo.

C’è un rischio sempre più concreto di consegnare l’economia del nostro Paese in mano alle organizzazioni criminali italiane e straniere.

La credibilità di un paese si misura dal grado di corruzione che lo attraversa, perché si tratta di un fenomeno illecito che porta gravi conseguenze soprattutto d’ordine economico, perché disincentiva gli investimenti frenando lo sviluppo economico.

L’Italia è purtroppo da sempre attraversata da questo fenomeno, a partire dalla caduta dell’Impero Romano d’occidente, provocato dalla corruzione in Senato fino alla vendita delle indulgenze di Papa Leone X nel 1500 per la ricostruzione della basilica di San Pietro a Roma o ancora, allo scandalo della Banca Romana per l’emissione abusiva di banconote che travolse il governo Giolitti nel 1892.

Analizzando periodi storici più vicini ai giorni nostri, ricordiamo negli anni ‘90 il periodo buio di Tangentopoli, i lavori del MOSE nella laguna veneta, il clamoroso scandalo romano di Mafia Capitale o ancora l’inchiesta sui lavori di Milano EXPO del 2015 e gli appalti CONSIP del 2019.

In estrema vicinanza con la corruzione c’è l’altro grave fenomeno dell’evasione fiscale che in Italia ormai supera i 90 miliardi annui d’imposte che sfuggono alla tassazione, con questi proventi illecitamente conseguiti spesso viene finanziata la corruzione dei funzionari pubblici per accaparrarsi appalti e commesse pubbliche.

Quindi a questi fenomeni s’intreccia il riciclaggio dei proventi illeciti, nel quale confluiscono non soltanto i proventi da evasione fiscale ma anche quelli provenienti dai traffici delle organizzazioni criminali.

Il riciclaggio è un fenomeno esploso negli ultimi anni in Italia, come prodotto della trasformazione della criminalità organizzata, che rispetto al passato, spara di meno, ed infiltra colletti bianchi compiacenti per fare affari soprattutto con la Pubblica Amministrazione.

Rappresenta un momento fondamentale dell’attività criminosa, costituendo la trasformazione di ingenti somme di denaro illecitamente conseguito, in risorse liberamente spendibili, reimmesse nel circuito economico, realizzando il fine di produrre ulteriori profitti lecitamente conseguiti.

Gli ultimi report dell’Organismo di Monitoraggio delle infiltrazioni criminali, della Polizia di Stato, testimoniano il forte rischio d’incremento dell’usura e del riciclaggio nell’economia piegata dalla pandemia.

Anche la Divisione Investigativa Antimafia nel recente report presentato in Parlamento ” Business pandemia” conferma gli allarmi di magistrati ed esperti circa i rischi durante la pandemia da Covid-19 dell’espandersi della criminalità organizzata nel nostro Paese: ” il lockdown ha rappresentato l’ennesima occasione per le consorterie criminali di sfruttare la situazione per espandersi nei circuiti dell’economia legale e negli apparati della pubblica amministrazione. Nei primi sei mesi del 2020, il numero di reati commessi con l’aggravante del metodo mafioso è il doppio rispetto all’anno precedente”,

Tra questi reati a crescere sono soprattutto il riciclaggio e la corruzione. come lo scambio elettorale politico mafioso, segni evidenti del livello d’infiltrazione della criminalità nel tessuto della Pubblica Amministrazione.

Il rischio concreto che si prospetta è che le attività imprenditoriali medio-piccole, sulle quali si regge la gran parte dell’economia nazionale, vengano fagocitate dalla criminalità, grazie all’immensa disponibilità di liquidità che i clan continuano ad offrire a privati e imprese in difficoltà per riciclare i propri proventi illeciti.

Tutti questi fenomeni inquinano l’attività delle imprese sane che operano sul territorio, ledendo il principio di competizione e depauperando il tessuto economico legale.

La convinzione comune è che l’attività di contrasto alla corruzione e riciclaggio, sia operata in maniera esclusiva dalle forze di Polizia e dalla Magistratura con gli strumenti tipici dell’azione penale, ma questi fenomeni, attraversano molte delle attività amministrative della Pubblica Amministrazione e si tratta di fasi, che sfuggono al controllo dell’Autorità Giudiziaria.

Il monitoraggio di queste fasi può invece essere effettuato soprattutto dal personale dei Comuni che, gestendo specifici procedimenti amministrativi sensibili, sono in grado di segnalare attività segnate dalla corruzione e dal riciclaggio ad ANAC, UIF e Magistratura.

La parola chiave è quindi fare FRONTE COMUNE, con magistratura e forze dell’ordine per massimizzare i risultati di contrasto alla corruzione, riciclaggio ed evasione fiscale, che alterano l’economia e favoriscono i sistemi criminali.

Se la Pubblica Amministrazione non prenderà coscienza di ciò che sta avvenendo nel nostro Paese, diventerà in futuro sempre più difficile estirpare la criminalità perché sarà sempre più presente nelle istituzioni e nell’economia legale.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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